FRANCESCO MAZZOLI - PIANISTA, CLAVICEMBALISTA, DIRETTORE D'ORCHESTRA

 

RASSEGNA STAMPA

 

“Merita rilevare la brillante direzione del giovane Mazzoli, autentico direttore d’orchestra, accompagnata da un gesto sicuro nella conduzione dell’orchestra intera e nella concertazione del dialogo tra le singole sezioni e gli episodi a solo che ha valorizzato la solennità e la complessità del programma.” (L’Arena)

 

“Mazzoli ha affrontato con l'orchestra brani di notevole difficoltà: nonostante la giovane età si è astenuto da atteggiamenti plateali e protagonisti dirigendo l’orchestra con pochi, essenziali e misurati gesti che hanno conferito allo svolgimento dell’intera economia del concerto un andamento solenne e decisamente rigoroso nei contrappunti. Al clavicembalo poi è emerso il solista di rango che Mazzoli ha dimostrato di essere: potenti gli accordi, precise tutte le volate e soprattutto memorabile la dura cadenza che chiude il primo tempo.” (Latitudefrance)

 

“Il giovane Mazzoli è un musicista sensibile, tutto fremiti e incanti, calcolate ascese al sublime. Suono smemorante, oblioso, dileguante, differito di infiniti spazi in sovraumani silenzi. Tratta il pianoforte da orchestra, lavorando sulla microdinamica e sulle nuances, con un caldo legato cantabile e una sovrana elasticità ritmica che appaiono dominati da una superiore visione d’insieme.” (Il giornale di Brescia)

 

“Mazzoli ha diretto con gesti pacati ma precisi e sicuri, come nello stile del suo grande insegnante, e alle direttive di Mazzoli ha risposto, sicura e ben amalgamata fra le varie parti, l’orchestra, dimostrando le proprie qualità già conosciute non solo a Verona ma in tutto il mondo grazie alle oltre 400 recite dal 1966 ad oggi.” (L’Arena)

 

“Di grandissimo rilievo il Concerto brandeburghese n. 5 in cui Mazzoli ha messo in mostra le già ben conosciute doti di pianista potente e virtuoso capace di superare brillantemente le insidie della partitura.” (L’Arena)

 

“Il Concerto K271 di Mozart con cui si è aperta la serata al Teatro Filarmonico ha messo in evidenza le eccellenti capacità virtuosistiche, accompagnate da una squisita ricercatezza timbrica del maestro Mazzoli al pianoforte che con grande intensità e pathos ha intessuto un raffinato dialogo con l’orchestra, capace a sua volta di rispondere magistralmente alla direzione efficace e attenta del solista. (L'Arena)

 

“Il Requiem di Mazzoli è parso decisamente un Requiem all’antica, diretto con gesto deciso e maestoso e con il chiaro intento di rendere quanto più possibile imperiosa una partitura che per noi rappresenta l’ultimo lavoro mozartiano (…). Punti di altezze sublimi si sono toccati nel Tuba Mirum e nel Recordare, gestiti con sapienza decisamente teatrale dal direttore. (…). Effetti di luci accecanti e di dissolvenze si sono ricreati nel Confutatis e nel Lacrymosa ma soprattutto è stata magistrale la gestione del difficile numero Domine Jesu. (L'Arena)

 

“Tradizionale concerto di Capodanno al Palaolimpia, con l’orchestra “Città di Verona” diretta […] questa volta anche da Francesco Mazzoli, con tanti applausi dal pubblico di fedelissimi” (L’Arena)

 

“Lo spettacolo questa sera al Teatro Filarmonico, che gode del patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, andrà in scena in due parti: […] nella seconda Mazzoli dirigerà la storica orchestra “Città di Verona” (Il Corriere della Sera)

 

“Mazzoli, […] uno dei pochi solisti che si cimentano con le difficoltà tecniche e timbriche del concerto in re minore di Mozart-Busoni” (L’Arena)

 

“E qui, ancora una volta, è venuta in luce la solida intesa, la capacità di interazione con i tre protagonisti del concerto: il direttore Mazzoli, il solista Bacchetti e l’orchestra “Città di Verona” con una prestazione di altissimo profilo tecnico e musicale” (L’Arena)

 

“L’orchestra, diretta con sicurezza e competenza da Mazzoli, ha eseguito la sinfonia dell’opera mozartiana. Una esecuzione che è risultata assai elegante particolarmente nei passaggi tra le varie tonalità del brano e nel dialogo intessuto tra i violini e gli altri strumenti” (L’Arena)

 

“Poderoso il Concerto per pianoforte K466 nella versione pianistica e con le cadenze di Ferruccio Busoni in cui si è cimentato come solista Francesco Mazzoli […]: ha offerto una convincente prova applaudita dal pubblico che gremiva il teatro. Ripetuti i richiami in scena dei maestri alla fine di questo splendido ripensamento tardoromantico e titanico di uno dei più celebri concerti mozartiani” (L’Arena)

 

“Mazzoli ha voluto poi offrire una fantasia brillante di sua composizione su temi tratti dal Don Giovanni di Mozart: […] in questo pezzo ha potuto mettere ben in mostra le proprie capacità di virtuoso del pianoforte ma anche di interprete di sentimenti” (L’Arena)